vivere il parco

Il parco locale di interesse sovracomunale del Moro si estende per circa 350 ettari nella Provincia di Mantova, nel comune di Casalmoro, nell’ambito geografico del medio mantovano che confina ad ovest con la provincia di Brescia.
Il parco si propone di tutelare una significativa porzione di territorio attraversato dal Fiume Chiese che definisce un importante corridoio ecologico Regionale. La conformazione dell’ambito è di grande interesse, mostrando una struttura articolata in terreni depressi e dossi, segnati dagli antichi paleoalvei fluviali ad andamento meandriforme.
Il Chiese scorre oggi in un profondo alveo inciso tra le rive che ospitano importanti boschi igrofili arricchiti da diverse specie faunistiche e vegetali.
Il territorio del PLIS offre l’opportunità di frequentare sia ambiti seminaturali che ambiti antropici attraverso una rete di fruizione ciclabile e pedonale. Nella fascia a maggiore naturalità la consistenza arborea ed arbustiva varia in conseguenza al progressivo allontanamento dalla sponda. Rilevante è la presenza nel tratto fluviale interessato dal PLIS di peculiari formazioni boschive – i saliceti ripari – ormai scomparse lungo il resto dell’asta fluviale, e di alcuni alberi monumentali tra cui alcuni esemplari di farnia e frassino maggiore, pioppo nero e salice bianco, classificati come alberi monumentali dalla Provincia di Mantova. L’area vanta inoltre la presenza di un patrimonio storico-monumentale diffuso composto in prevalenza da edilizia minore: corti e cascine rurali, mulini, impianti produttivi legati alle attività fluviali. Tra i beni architettonici, legati alla cultura materiale del territorio, vi sono due ex impianti di vagliatura che sorgono a nord di Casalmoro; il parco è dotato di un’area di sosta pensata per funzionare quale punti privilegiato per l’osservazione e la fruizione naturalistica. Sul perimetro dell’abitato, affacciato sui dossi che confinano con le arginature fluviali, è posta Corte Castello, esempio di villa rurale del periodo rinascimentale che presenta influenze gonzaghesche del periodo fancelliano (XV° sec.).

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